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Auguri di Natale 2022

Pubblicato in data 20 dic 2022
Ultima Revisione in data 20 dic 2022

Parve puer

Il Natale ha insita l’idea della nascita e del generare, del nuovo che, atteso, finalmente arriva e scardina l’esistente. Se ci si pensa, da sempre, l’attesa (messianica o meno) di un evento risolutivo, di una nuova era, di un cambio di passo è affidata anche alla nascita di un fanciullo: prima ancora dei Vangeli, Virgilio nella IV Ecloga celebrava un puer salvifico. Con lui sarebbe cessata l’età del ferro ( la guerra, la rudezza, l’abominio, la fatica,…) e invece, sarebbe iniziata quella dell’oro (la prosperità, l’abbondanza, la floridezza,…). Un puer portatore di pace  e di un nuovo ordine (magnus ab integro  saeclorum nascitur ordo).

Il bambino atteso, forse, nasce ogni qual volta cinismo e disillusione si arrendono alla fiducia nel futuro, alla prorompente e inarrestabile creatività e alla voglia di fare; a quella visione progettuale di chi, malgrado le cadute, le delusioni, le difficoltà, non si arrende  e riprende nell’oggi  non la corsa all’autoaffermazione ma, semplicemente, la ricerca del senso del proprio esistere. Il dinamismo psichico, prima ancora che fisico, sembra corrispondere, allora, alla misura della tensione verso la ricerca e la scoperta di ciò che siamo.

Nascere, intransitivo, e generare, transitivo, sembrano le due facce della stessa medaglia; le due dimensioni che riassumono, forse, un possibile significato per questi giorni  (e non solo) di festa. Difficile dire cosa venga prima: se il nascere o il generare, se l’io o l’altro, dall’uno deriva l’altro e viceversa.

Cosa può accomunarli, dunque?

L’alterità, credo: l’accettare e il riconoscere l’altro.

L’ammettere che gran parte del senso del nostro esistere si disvela nella relazione con l’altro; nell’essere generosamente al servizio del bene comune, nel prendercene cura; nell’essere parte (partecipare) indispensabile del tutto.

 Il sentirsi responsabili, per quella parte, del buon esito del tutto. Lo scoprire che dall’onere di quella responsabilità (quale che essa sia) discendono il significato proprio (e del tutto) e la consapevolezza di svolgere una funzione insopprimibile e irrinunciabile: studiare, educare, accudire, insegnare, assentire, prevenire, correggere, predisporre, gestire, organizzare,…

Di qui l’augurio a ciascuno  di potersi fermare al cospetto della nascita e contemplarla, attrarla nel proprio orizzonte, riservarle tempo e spazio, quale che essi siano, stupirsene e, forse, rallegrarsene.

Il dirigente

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