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Viaggio della memoria

Siamo partite per il viaggio della memoria dal 21 al 24 novembre, per visitare i luoghi in italia che sono stati lo sfondo di episodi drammatici avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Prima della partenza, in data 14 novembre, abbiamo partecipato ad un incontro di formazione dove ci sono state fornite le principali nozioni storiche necessarie per la comprensione del viaggio.

Il primo giorno, 21 novembre, abbiamo visitato il campo di Fossoli, un campo di transito dal quale, prigionieri politici e di altre derivazioni venivano smistati in campi di concentramento.

Appena arrivati al campo, abbiamo incontrato il sindaco Gualtieri, e il sindaco di Fossoli.

Successivamente ci siamo recate a Carpi, una piccola città nei pressi di Fossoli, dove abbiamo approfondito le ripercussioni della guerra sulla vita delle persone e abbiamo visitato il Museo Monumento al Deportato politico e razziale, colmo di frasi che ci hanno ispirato per il nostro elaborato che potete vedere di seguito.

Il giorno seguente, 22 novembre, abbiamo visitato Sant’Anna di Stazzema, un piccolo paesino in provincia di Lucca, dove abbiamo visitato il Museo Storico della Resistenza, abbiamo avuto la possibilità di percorrere la via crucis e abbiamo visto il Monumento Ossario in cima al paese riportante i nomi e le età dei deceduti nella strage.

La sera abbiamo rievocato la famosa pasta antifascista all’ epoca preparata dai generosi fratelli Cervi e successivamente abbiamo assistito ad una interessante intervista a Nando Tagliacozzo.

Il terzo giorno, il 23 novembre, ci siamo recate a Marzabotto dove abbiamo partecipato ad un incontro con la sindaca e abbiamo visitato il sacrario ai caduti civili di Marzabotto, successivamente abbiamo visitato il parco Storico di Monte Sole, teatro di eccidi nazifascisti.

In seguito siamo andate a Gattatico alla casa Cervi dove abbiamo partecipato ad un incontro con alcuni testimoni ed esperti e successivamente abbiamo visitato il museo al suo interno.

L’ultima sera ci siamo riuniti tutti insieme per concludere l’esperienza e per riassumere ciò che più ci aveva colpito.

 

La mattina del 24 novembre siamo tornati a Roma.

 

In questo elaborato abbiamo racchiuso le testimonianze dei deportati secondo noi più significative al fine di mostrare le emozioni che provavano, emozioni che spesso non vengono citate nei libri di scuola.

Di queste frasi ci ha colpito il coraggio, la scelta e l’accettazione del destino che le persone dimostrarono, anche nel momento dell’estremo sacrificio, come si può vedere in frasi come questa: “Non sono vissuto invano, la mia convinzione mi dà sollievo nel momento di morire”.

In ogni luogo che abbiamo visitato, in particolare a Fossoli e a Carpi, ma anche a Sant’Anna di Stazzema, a Marzabotto e al museo Cervi, abbiamo notato la presenza di frasi di chi soffriva, ed era come se ci stessero chiamando e ci stessero dicendo: “non scordatevi di noi, ricordate e condividete le nostre storie”

Da queste frasi emerge come i deportati non fossero spaventati dalla morte e non cessassero di lottare, ma anzi cercavano di rassicurare i familiari ed erano fieri di morire per una più che giusta causa. Molti inviavano lettere ai propri familiari lasciando la loro testimonianza per far sì che la loro morte non fosse vana.

In altre frasi emergono gli ultimi desideri e le ultime richieste dei deportati consapevoli della loro prossima morte, che pregano amici e famigliari di badare ai figli, oppure di continuare a lottare.

Ringraziamo chi ci ha dato l'opportunità  di vivere questa esperienza, che ci ha permesso di vedere concretamente tutto ciò che  per noi rimaneva un concetto storico astratto fine a se stesso. attraverso i luoghi della memoria e le testimonianze abbiamo provato molte emozioni che ci hanno fatto crescere e che porteremo dietro nel nostro bagaglio della memoria; una memoria collettiva da arricchire ogni giorno di più grazie ad esperienze come queste.

Abbiamo capito che la libertà è frutto di scelte: noi abbiamo scelto di farci testimoni a nostra volta, non solo qui, non solo nella nostra scuola, ma nella nostra vita.

 

“Contro l’idea della violenza, la violenza dell’idea”: proietteremo queste parole sui problemi odierni e faremo nostri questi ideali di pace.

Beatrice, Irene, Anna Sofia, Anita.

 

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